venerdì 10 marzo 2017

Aduepassidalmare: We are and you?




We are & you?
Sabato 11 e Domenica 12 : Ci siamo.. Aduepassidalmare...
Alle Gentili Signore e Signori che vorranno farci visita verrà fatto dono di un pezzetto di storica camicia, intrisa di vigoroso sudore ed infestata da camole, appartenuta ad un marinaio che ancor oggi si vanta di aver partecipato sia alla scoperta dell'America a fianco di Colombo che allo Sbarco dei Mille alla destra di Garibaldi, o, a scelta, di un frammento dell'unico progetto d'automobile " La Gioconda " disegnato su cartapecora da parati da Leonardo Da Vinci per la FIAT e mai realizzato ( in seguito il Da Vinci riutilizzerà il medesimo titolo per una sua opera minore ) per questioni di principio, causa divergenze tra la Dirigenza dell'Azienda torinese ed il noto inventore, sorte sull'alternanza dei colori della casacca della Juventus ( anch'essa commissionatagli ).( La FIAT voleva bianconerobianconero, Leonardo nerobianconerobianco).
Naturalmente, come si conviene ad ogni inaugurazione, vi sarà anche un piccolo rinfresco. Verrà evitato il solito sushi ( ormai in ogni dove lo si trova anche nei Mc o nelle friggitorie mascherato da frittella ) o, peggio ancora, la banalissima accoppiata ostriche e champagne. La coppia di Chef da noi scelta per l'occasione (gli ormai strafamosi, grazie alla seguitissima trasmissione TV " Cassoeula! La pasta è scotta!!") Cric&Crac proporranno un semplice raffinato "brunch" a base di mentine e caramelle mummificate, per restare in tema con quanto da noi proposto e quindi in linea con la nostra linea lineare ( + o - così:------------) ritrovate in una antica credenza a suo tempo donata dalla Confraternita degli Ombrellai di Versailles a Re Sole in un giorno di pioggia.
Certi di fare cosa gradita a tutti, tutti vi aspettiamo ( o vi aspettiamo tutti?).
We are & you?
( ..Mi..?..Mi so no..mi me ciami Andalù.)
                                        
                                                      

domenica 12 febbraio 2017

Aduepassidalmare.

    Stiamo arrivando.


                                                                       Primopasso...


Secondopasso..


Terzopasso..


Aduepassidalmare: Primapausa..
                                           
                                                                           Quartopasso..


Quintopasso..


Sestopasso..


Settimopasso..


Relax..duepassialmare..


..with music..

..Piccola anticipazione..


Ottavopasso..


Nonopasso..


Decimopasso..





                                                                    Undicesimopasso..


Dodicesimopasso..


Real jeans junk dealer


Aduepassidalmare..ci siamo quasi..


..We are and you?..

















lunedì 12 dicembre 2016

ULISSE.



Oggi, in spiaggia, ho visto uno ormeggiare un pattino.
Mi sono avvicinato per fare due parole, così tanto per cazzeggiare un poco.
Lui mi ha stretto la mano presentandosi come Nessuno ma, dopo poco, tra un Uzo e l'altro, ha detto di chiamarsi Ulisse, di essere maritato con una certa Penelope, di avere un figlio di nome Telemaco ed un cane Argo. A proseguito dicendo di essere in viaggio da lungo tempo e che questo fosse stato piuttosto avventuroso. Non tanto per i Lotofagi, un gruppo di sballati amanti dei fiori, o per le varie sirene, un branco di zoccole canterine, così le ha definite, o certi Ciclopi incazzati e costantemente alla ricerca di monocoli costruiti da Zeiss, figlio illegittimo di Zeus, con i quali migliorare la vista e nemmeno per certe maghe, come tale Circe, una ninfomane talmente assatanata da farsela persino con i maiali. No, niente di tutto questo e nemmeno le questioni di casa, la tela, i Proci, le nuove tasse, di cui in giro si vocifera, su arco e frecce ed il mutuo infinito da pagare per acquistare definitivamente Itaca. Quello che ha reso così difficile il suo viaggio è il pattino col quale è ripartito dopo avere attraccato con la sua barca, subito requisita dalla Finanza per mancanza di bollo di navigazione, e trascorso una settimana a Riccione in balia di nugoli di tedesche piene di birra ed appetiti sessuali che l'avrebbero scambiato per un bagnino. Infine, sempre sbadigliando, ha detto di sentirsi veramente stanco e di non poterne più di remare seduto su di una panca di legno.
Così mi ha chiesto se conoscevo qualcuno che poteva dargli un passaggio per tornare a casa.
Gli ho parlato di BlaBlaCar e lui mi ha chiesto con che vele era equipaggiato, di quanti uomini disponeva e quanti di questi sapevano nuotare senza bracciali o ciambelle.
A questo punto ho perso la pazienza ed ho urlato: " Cazzo..ma sei proprio un pirla di nessuno..PORCA TROIA!!!"
Non lo avessi mai detto.

mercoledì 7 dicembre 2016

DINAMITE.

Non era cattivo anche se portava sempre con se della dinamite.
Non era un vezzo ma, per lui, una necessità.
Ovunque andasse fischiettava sempre La colonna sonora di Giù la testa così che chi gli stava vicino intuisse le sue intenzioni.
" Un giorno o l'altro farò saltare qualcosa, qualcuno" pensava tra se mentre beveva un caffè, orrendo, in un bar ammuffito. Potrei cominciare da qui, da questo posto insignificante, dimenticato da Dio ed anche, considerandone il disperante vuoto, direi dagli uomini.
Decise di lasciar perdere, non valeva la pena di sprecare un paio di candelotti per far saltare un mucchio di brioches rancide.
Uscì stringendosi nel vecchio cappotto tarlato alzandone il bavero non per il freddo, era pieno agosto, ma per darsi un contegno. " Un dinamitardo deve essere sempre pronto ed un bel cappotto con il bavero alzato, in certe occasioni, fa sempre la sua figura." si diceva camminando lungo la strada pestando accuratamente ogni scarafaggio che incontrava.
Fece il giro, prima dell'isolato, poi del quartiere, della città, usci dalla cintura, attraversò campagne, chiese un passaggio per l'autostrada, lo ottenne e scese alla fine del mondo.
Qui aprì il cappotto,e diede fuoco alle micce. " Giù la testa!!..Coglioni!!".


venerdì 30 ottobre 2015

Poi caddero le stelle.

Procedeva lentamente dolcemente poggiando i piedi nudi sulla rena. Così facendo percorse un tratto infinito di spiaggia o almeno così gli parve. Pensieri gli affollavano la mente, nelle tasche, senza saperlo, aveva diamanti. Quando finalmente decise di fermarsi pensò di essere in un sogno. Il sole tramontava sparando colori incredibili, all'orizzonte, proprio sulla linea, vide un ricordo. Lasciò cadere la giacca che portava appoggiata sulla spalla destra e l'artrosi che portava ovunque. Il cielo ad un certo punto non lo vide più, la faccia a terra, la sabbia bagnata in bocca, le mani aperte misuravano il vuoto.
Masticando la sabbia prese una decisione: domani cambierò.
Poi si chiese in che modo, come sarebbe stato possibile farlo per davvero.
Restò immobile. Un'ombra lo sorpassò. Un brivido per dimenticare ed una preghiera per continuare a respirare.
Tutto quello che mi manca si consuma - pensò - come la sigaretta che non ho. Poi caddero le stelle.

mercoledì 9 settembre 2015

Piove.

Ora, io che in questo posto sono nato e in questo posto sono tornato, guardo, da una terrazza deserta sospesa su di una spiaggia ancor più deserta popolata da file di solitari ombrelloni, vuoti lettini, piangenti sdraio in disperata attesa di uno sparuto bagnante, il mare. Spumeggianti, impetuose onde rincorrono altre onde bagnate dalla pioggia. Sopra di me un ticchettio violento di gocce pesanti, dentro di me tranquille, calde gocce di memoria. Piove..

domenica 6 settembre 2015

Dio non c'era più.



Dio si alzò dal trono, scese sulla terra, si inginocchiò sulla spiaggia, prese il bambino tra le braccia e lo posò su di una nuvola. Poi tornò a sedersi, accese il computer celeste e guardò attentamente il mondo. Passarono alcuni minuti poi le dita divine iniziarono a muoversi veloci sulla tastiera battendone furiosamente i tasti. Inserì dati, fece diagrammi a due variabili, a torta, di flusso, a colonne, mise mille e ancora mille varianti provandole tutte. Non ne venne a capo, non vi era altra soluzione.
Peccato - si disse - Un vero peccato - ripeté.
Eppure le aveva tentate tutte, proprio tutte per far si che non accadesse. Si era impegnato con tutte le forze che possedeva e, come tutti sanno, non sono mai state poche. Colui che tutto può in questo caso più nulla poteva. Si era oltrepassato ogni limite, di pazienza, di perdono. Non era più possibile assistere a quello scempio, nemmeno per uno come Lui che possedeva pazienza elevata al quadrato rispetto al vecchio Giobbe ed amore incrollabile, infinito.
Si sentì sconfitto, improvvisamente vulnerabile, bisognoso di affetto, di attenzione. Pianse.
Lacrime pesanti come macigni  cominciarono a scivolargli lungo il viso e dal viso caddero a pioggia fitta sulla terra. Nel cadere si trasformarono in merda per niente celeste e sommersero ogni angolo del creato. Quando tutto fu finito chiamò a se gli angeli e li licenziò. Ai diavoli disse di andarsene al diavolo. Di Pietro e di tutti i Santi fece figurine. Soffiò sulle innumerevoli anime che affollavano i cieli disperdendole per sempre. Poi spense la luce, chiuse la porta, affisse un cartello con la scritta VENDESI e senza bagaglio s'incamminò lungo la Via Lattea scomparendo per sempre.
Dio non c'era più.
Per nessuno.