lunedì 12 novembre 2012
Il Piccolo Circo 9.
Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, uno che prima era Ministro nano ed ora è solo un nano, cinque candidati alle primarie del PD. Il Direttore, previa e, a scanso di equivoci, preventiva somministrazione dell'amato minestrone ad un pubblico, bestemmiatore e turbolento, di ex iscritti al vecchio PCI, dopo aver spento le luci di sala, ed illuminato la pista con un potente occhio di bue, ha rapidamente provveduto a posizionare l'urna per raccogliere i voti di preferenza al centro dell'occhio, liberando subito dopo, profittando del buio, alcuni coccodrilli giunti appositamente dal Nilo, accompagnati da un paio di faraoni ed uno stuolo di mummie facilmente riconoscibili una volta sbendate. Mentre alcuni addetti del Circo, un paio di ex parlamentari leghisti andati via da Roma e subito persi per aver chiesto indicazioni in stretto lombardo sulla via più breve per raggiungere Abbiategrasso ad alcuni Rom incontrati lungo il cammino, si davano da fare per giungere all'identificazione, incontrando non pochi problemi a causa del cattivo odore emanato da loro stessi, provocando proteste a non finire tra le profumate mummie. Nel frattempo il voto si svolgeva ordinato, gli ex iscritti del PCI, uno ad uno, venivano invitati a votare da una suadente voce femminile di vecchia compagna ma, nonostante tale sirena, ognuno restava immobile e rifiutava qualsiasi scelta. Poi si passava allo spoglio e i candidati venivano invitati a scendere nell'arena. Subito dopo un ex partigiano, oggi terribile domatore di ogni specie di bestia, munito di un numero imprecisato di fruste, tutte perfettamente ingrassate e pronte all'uso, provvedeva a spogliarli colpendoli ripetutamente con un accanimento ed una forza inaudita considerando la sua età. Alla fine del numero gli applausi furono scroscianti. Poi si riaccesero le luci in sala ed il pubblico uscì festoso ed ordinato cantando l'Internazionale. Sulla sabbia della pista restarono alcuni brandelli di carne frollata al punto giusto che i coccodrilli parvero gradire parecchio.
lunedì 8 ottobre 2012
Il Piccolo Circo 8.
Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, un pensionato nano, alto un metro e trenta ma con un collo lungo come quello di una giraffa, ed una manciata di occhi senza viso. Il pubblico pagante, numeroso, indisciplinato ed affamato come sempre, aspetta che il Direttore dia il via allo spettacolo sparando nel cielo, attraverso il tendone strappato, la donna cannone. Le stelle sono tante oltre lo straccio, milioni di milioni e la donna cannone, da sempre, lo sa. Volerà, come tutte le sere, senza paura, per la gioia e lo stupore di grandi e piccini ad un'unica condizione, essere esentata dal dover sorbire l'odiato minestrone. Dopo lunga, estenuante trattativa con il Direttore si arriva ad un accordo: niente minestrone ma tripla carica al cannone. "BOOOMMMM!!!".. Così la donna cannone, quell'enorme mistero volò, tutta sola verso un cielo nero nero s'incamminò, tutti chiusero gli occhi nell'attimo in cui sparì, altri giurarono spergiurarono che non erano mai stati lì. Da da dan, da da dan, da da dan, dan dan dan.... Quando gli occhi dei presenti si staccarono dal cielo e puntarono la pista, videro, alla luce fioca di trenta candele, il pensionato nano con il collo lungo come quello di una giraffa ballare il tip tap a piedi nudi su carboni ardenti. Alla fine del numero tutti applaudirono convinti, anche il Direttore Generale dell'INPS, casualmente tra il pubblico, contento di poter depennare un vitalizio.
Poi si spensero le luci, tacquero le voci e nel buio qualcuno, con voce suadente, sussurrò: Minestrone?
La manciata di occhi, dimenticata da tutti, si riempì di lacrime ma, non avendo un viso su cui scorrere, restarono lì, appese a quegli occhi.Quella notte il mondo continuò, come sempre, a girare. Della donna cannone nessuno seppe più nulla.
Poi si spensero le luci, tacquero le voci e nel buio qualcuno, con voce suadente, sussurrò: Minestrone?
La manciata di occhi, dimenticata da tutti, si riempì di lacrime ma, non avendo un viso su cui scorrere, restarono lì, appese a quegli occhi.Quella notte il mondo continuò, come sempre, a girare. Della donna cannone nessuno seppe più nulla.
martedì 25 settembre 2012
Il Piccolo Circo 7.
Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, un tappeto di finta pelle striato con testa di tigre ed una grande griglia elettrica sulla quale stanno rosolando le gambe dei nani. Il pubblico pagante, questa sera piuttosto numeroso e particolarmente affamato, segue con attenzione il lento procedere della cottura. Nel mentre, per ingannare l'attesa, viene riproposto il numero degli acrobati dalle mani sudate ma con una variante: le barre dei trapezi sono state unte d'olio e la pedana di lancio cosparsa di viscide saponette. Naturalmente la rete, per i soliti motivi di bilancio, non è stata prevista. Gli acrobati di turno, due ex impiegati della Regione Lazio a fine cassa integrazione straordinaria, tragicamente sottopeso, in costume da antico romano, spinti dalla frusta del Direttore e, soprattutto, dalla di lui minaccia di fargli gustare l'amato minestrone, rapidi salgono la scaletta di corda fino alla cima, mettono piede sulla pedana, scivolano sulle saponette, tendono, disperatamente, le ossute mani al trapezio, mancano di poco la presa, l'olio si rivelerà una spesa superflua ai fini della riuscita del numero, e cadono nel vuoto schiantandosi rumorosamente sulla pista. Mentre il poco sangue rimastogli tinge, di un rosso sbiadito, la sabbia, il pubblico generoso applaude. Prima di spegnersi definitivamente, uno dei due novelli acrobati tenta, rantolando un inchino, di ringraziare. Inutile sforzo, ancora una delusione. Le ovazioni non sono per lui e nemmeno per il suo compagno. Le urla, gli schiamazzi, i battimani eccitati sono tutti rivolti al Direttore che, proprio in quel momento, alza orgoglioso, sopra l'enorme testone munito di cilindro, le gambe dei nani, arrostite alla perfezione, invitando tutti a prenderne un boccone.
Stasera è festa, niente minestrone.
Stasera è festa, niente minestrone.
mercoledì 12 settembre 2012
Il Piccolo Circo 6.
Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due nani altissimi cui stanno segando le gambe, per cui stasera non faranno parte dello spettacolo, ed uno stilista ubriaco. Al pubblico presente, scarso ed intollerante, si propone una sfilata di bassa moda. Ad ognuno dei paganti viene confezionato un abito su misura senza tener minimamente presente alcuna proporzione. Poi si spengono le luci, tacciono le voci e nel buio senti sussurrar: " Ma chi è 'sto calzolaio che ha fatto la mia camicia?".
Lo stilista con un cilindro per cappello, offeso, abbandona la passerella, sculettando se ne va, chi mai sarà.. quell'uomo in frac? Adieu, adieu, addio al mondo, va dicendo ad ogni cosa, ad un gatto innamorato, ad un nano altissimo ormai segato che,pian piano, se ne va. Lalalala, lalalala.
Il Direttore, naturalmente, coglie l'occasione per servire l'amato minestrone al pubblico vociante.
Poi, dopo il caffè, tutti vissero felici e scontenti.
Lo stilista con un cilindro per cappello, offeso, abbandona la passerella, sculettando se ne va, chi mai sarà.. quell'uomo in frac? Adieu, adieu, addio al mondo, va dicendo ad ogni cosa, ad un gatto innamorato, ad un nano altissimo ormai segato che,pian piano, se ne va. Lalalala, lalalala.
Il Direttore, naturalmente, coglie l'occasione per servire l'amato minestrone al pubblico vociante.
Poi, dopo il caffè, tutti vissero felici e scontenti.
sabato 8 settembre 2012
Il Piccolo Circo 5.
Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due nani altissimi ormai buoni solo come pali a sostegno del tendone, uno stronzo enorme sulla pista di sabbia. All'endemico pubblico pagante, una volta passato al botteghino, viene consegnata una maschera antigas, una ciascuno senza eccezioni. Poi si spengono le luci, tacciono le voci e lo spettacolo comincia. Il leone di pezza resta immobile come sempre, i nani altissimi starnutano, il tendone trema, poi, uno dei due, quello più alto, avverte un'improvviso prurito alla pianta del piede sinistro. Nel chinarsi per darsi una bella grattata molla la presa sulla tenda e la gente fa " OOOHHHHH!?!...". Un'attimo dopo, proprio mentre il Direttore del Circo sta per servire l'amato minestrone, il tendone crolla e lui, cercando di fuggire con il pentolone fumante in una mano ed un mestolo nell'altra, pesta e scivola sull'enorme stronzo e tutto finisce a puttane. La gente ride, urla, applaude convinta. Una lunga, vibrante ovazione. Il leone di pezza piange commosso, i nani altissimi si pisciano addosso, il Direttore, coperto di merda e minestra, raccoglie felice gli applausi. Lo stronzo resta uno stronzo, mai nessuna emozione.
martedì 4 settembre 2012
Il Piccolo Circo 4.
Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due nani alti due metri, ora dubbiosi del loro ruolo e, bisogna riconoscerlo, per quanta autostima dei nani possano avere, comincia ad essere troppo, ed un assassino. Il pubblico, questa sera, è assente. Il leone di pezza non buca, i nani non indossano costumi della taglia giusta, l'assassino non diverte. Troppo banale, la TV ne mostra uno ogni due minuti e, francamente, la gente non ne può più. Il Direttore del Circo non sa a chi offrire l'amato minestrone. Nessun problema, domani sera qualcuno lo gusterà riscaldato.
Emilio Fede, intanto, lamenta povertà e si candida alle prossime elezioni. Amen.
Emilio Fede, intanto, lamenta povertà e si candida alle prossime elezioni. Amen.
Il Piccolo Circo 3.
Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due nani alti un metro e novantacinque, sono cresciuti un poco, e un pirla che non ha ancora deciso che numero fare. Nell'attesa che questi decida, il Direttore del Circo, in anticipo sui soliti tempi, provvede a distribuire al pubblico, una nutrita ed incazzata comitiva di minatori provenienti dalla Sardegna, l'amato minestrone servito in capienti scodelle che gli isol
ani, traditi dalle luci di sala tenute furbescamente basse, scambiano per caschi da minatore sprovvisti di lampada.
Poi si spengono le luci, tacciono le voci e ne buio senti sussurrar:" Ancu tengasta arrori!"" Ancu ti pigghiri maometto!!!""Ancu chi ti coddede un aiunu a minca arretta!!".
Poi ancora sussurri e grida. Mai abbastanza per chi non ha pace.
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