mercoledì 12 settembre 2012

Il Piccolo Circo 6.

Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due nani altissimi cui stanno segando le gambe, per cui stasera non faranno parte dello spettacolo, ed uno stilista ubriaco. Al pubblico presente, scarso ed intollerante, si propone una sfilata di bassa moda. Ad ognuno dei paganti viene confezionato un abito su misura senza tener minimamente presente alcuna proporzione. Poi si spengono le luci, tacciono le voci e nel buio senti sussurrar: " Ma chi è 'sto calzolaio che ha fatto la mia camicia?".
Lo stilista con un cilindro per cappello, offeso, abbandona la passerella, sculettando se ne va, chi mai sarà.. quell'uomo in frac? Adieu, adieu, addio al mondo, va dicendo ad ogni cosa, ad un gatto innamorato, ad un nano altissimo ormai segato che,pian piano, se ne va. Lalalala, lalalala.
Il Direttore, naturalmente, coglie l'occasione per servire l'amato minestrone al pubblico vociante.
Poi, dopo il caffè, tutti vissero felici e scontenti.

sabato 8 settembre 2012

Il Piccolo Circo 5.

Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due nani altissimi ormai buoni solo come pali a sostegno del tendone, uno stronzo enorme sulla pista di sabbia. All'endemico pubblico pagante, una volta passato al botteghino, viene consegnata una maschera antigas, una ciascuno senza eccezioni. Poi si spengono le luci, tacciono le voci e lo spettacolo comincia. Il leone di pezza resta immobile come sempre, i nani altissimi starnutano, il tendone trema, poi, uno dei due, quello più alto, avverte un'improvviso prurito alla pianta del piede sinistro. Nel chinarsi per darsi una bella grattata molla la presa sulla tenda e la gente fa " OOOHHHHH!?!...". Un'attimo dopo, proprio mentre il Direttore del Circo sta per servire l'amato minestrone, il tendone crolla e lui, cercando di fuggire con il pentolone fumante in una mano ed un mestolo nell'altra, pesta e scivola sull'enorme stronzo e tutto finisce a puttane. La gente ride, urla, applaude convinta. Una lunga, vibrante ovazione. Il leone di pezza piange commosso, i nani altissimi si pisciano addosso, il Direttore, coperto di merda e minestra, raccoglie felice gli applausi. Lo stronzo resta uno stronzo, mai nessuna emozione.

martedì 4 settembre 2012

Il Piccolo Circo 4.


Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due nani alti due metri, ora dubbiosi del loro ruolo e, bisogna riconoscerlo, per quanta autostima dei nani possano avere, comincia ad essere troppo, ed un assassino. Il pubblico, questa sera, è assente. Il leone di pezza non buca, i nani non indossano costumi della taglia giusta, l'assassino non diverte. Troppo banale, la TV ne mostra uno ogni due minuti e, francamente, la gente non ne può più. Il Direttore del Circo non sa a chi offrire l'amato minestrone. Nessun problema, domani sera qualcuno lo gusterà riscaldato.
Emilio Fede, intanto, lamenta povertà e si candida alle prossime elezioni. Amen.

Il Piccolo Circo 3.



Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due nani alti un metro e novantacinque, sono cresciuti un poco, e un pirla che non ha ancora deciso che numero fare. Nell'attesa che questi decida, il Direttore del Circo, in anticipo sui soliti tempi, provvede a distribuire al pubblico, una nutrita ed incazzata comitiva di minatori provenienti dalla Sardegna, l'amato minestrone servito in capienti scodelle che gli isol
ani, traditi dalle luci di sala tenute furbescamente basse, scambiano per caschi da minatore sprovvisti di lampada.
Poi si spengono le luci, tacciono le voci e ne buio senti sussurrar:" Ancu tengasta arrori!"" Ancu ti pigghiri maometto!!!""Ancu chi ti coddede un aiunu a minca arretta!!".
Poi ancora sussurri e grida. Mai abbastanza per chi non ha pace.

lunedì 3 settembre 2012

Il Piccolo Circo 2.

Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due nani alti un metro e novanta, un Presidente del Consiglio che ha la stessa età di Mick Jagger dei Rolling Stones ma non sculetta quando canta. Il pubblico, accorso numeroso nella speranza di veder cadere altri acrobati cassintegrati, pare deluso. Il Direttore del Circo offre, come sempre, il suo minestrone bollente. La gente pare gradirlo. Poi si spengono
le luci, tacciono le voci e nel buio senti sussurrar:" Scusi vuol ballare con me?" E' uno dei nani altissimi che invita una bassa davvero scelta nel mucchio ancora con il cucchiaio di minestra bollente in mano. " Grazie, preferisco di no." risponde la tappa. " Devo prima finire la mia minestra se no salto dalla finestra." " Nessun problema.- risponde il nano altissimo - Da tempo ho imparato ad accettare le sconfitte, i rifiuti, i due di picche. Ballerò da solo, brutta stronza!"
Lo spettacolo, anche per questa sera, volge al termine, al termine della notte, al limitar del giorno, alle soglie di Tannhauser dove, si dice, i nani, anche quelli molto alti, vivano bene.

Il Piccolo Circo.

Il Piccolo Circo ha un leone di pezza, due acrobati con le mani sudate e tre nani alti un metro e novanta. Lo spettacolo è breve ma divertente. Alla fine il domatore offre a tutti i presenti minestrone bollente. Il pubblico, scottato, applaude convinto. Si spengono le luci, tacciono le voci e nel buio i due acrobati dalle mani sudate concedono il bis lanciandosi nel vuoto mancando irrimediabilmente la presa. Il Circo perde due onesti artisti ma acquista in fama e, niente paura, domani lo spettacolo si ripeterà. Persone in cerca di una qualsiasi occupazione, anche momentanea, non mancano.

sabato 11 agosto 2012

Lo spazzino.

Il grasso culo della vecchia baldracca ubriaca schiaffeggia l'afa sobbalzando impetuoso a ritmo di musica. Musicisti vestiti, da donne crudeli, con saldi dell'Upim suonano tristi musiche allegre. Il pubblico, seduto intorno ad approssimative tavole imbandite, digerendo veleno scoreggia e rutta composto. La classe non è acqua, qui infatti è soprattutto vino di misteriosa spremitura e birra senza bianca schiuma. E' festa in paese, la gente lo sa e quindi la evita. Il turista, l'ultimo rimasto, appena evaso da San Vittore, rimpiange la cella intrisa di nebbia, là si che si poteva sognare un mare pulito ed un accordo decente. La sera si fa notte, la notte, per disperazione, vorrebbe farsi ma la droga scarseggia. La banda impazza, impazzendo strombazza, schitarrazza, tamburazza, il cantante starnazza. E' bella la musica, commenta il sordo. Fantastiche le luci colorate sul palco, replica il cieco. Qualcuno vorrebbe i fuochi artificiali ma è tempo di crisi e l'Amministrazione dispersa alle Maldive. Alla fine rimangono in tre, quello morto sorride felice. Sulle note dell'ultimo tango la baldracca, volteggiando pieghe di grasso, si accascia  tradita da un tacco vigliacco. La festa è finita  Le stelle cadenti cadranno in ritardo, nessuna pietà. A terra cartacce, vetri rotti ed una dentiera.  All'alba toccherà ad un anziano spazzino raccogliere il tutto e lui sa bene quanto siano cari, da sempre, i dentisti.