Siete lì, seduti sulla tazza del cesso con gli occhiali da sole e la vestaglia migliore. Osservate l'albero di Natale che avete appena finito di montare nella vasca da bagno. Ci avete messo un po' di tutto, palline, nastri colorati, batuffoli di cotone, luci intermittenti, alcuni calzini sporchi, delle vecchie ciabatte, un culo di salame, delle sottilette, un paio di hamburger con ketchup e maionese, qualche lattina di birra, parecchio popcorn, una coppia di pesci rossi, una palla da bowling da 16 libbre. Manca solo la punta e lo sapete anche voi che un albero di Natale senza la punta è come un toro senza le palle, non rappresenta un cazzo." Cristo, porca puttana! Quello stronzo del cinese! Non mi ero raccomandato altro. Dammi un albero di Natale completo..completo capito. Ok le luci, va bene le palline colorate, anche i nastri argentati ed oro ma che ci sia una bella punta. Capito muso giallo, una bella, vistosa, acuminata punta!" Questo gli avevate detto e lui " Celto, un bel albelo di Natale con tante palline cololate, nastli algento ed olo, luci intelmittenti e soplattutto una bellissima, cololatissima, glandissima punta! Ok, capito, Chen capito. Stasela te lo polto a casa. Plezzo albelo più consegna 100 dollali."
" Cazzo Chen..100 dollari! Un poco caruccio ma per il Natale si fa questo ed altro. Va bene ti aspetto. A stasera."
Ed ora siete lì, seduti sul cesso che osservate ostinatamente il vostro albero senza la punta, riflettendo sulla sorte dell'economia mondiale. Tutto ormai è in mano ai cinesi anche il Natale. Fanno quello che vogliono, pure gli alberi senza punta, porca puttana. Cazzo, però, un po' di rispetto per le tradizioni altrui!
Vi alzate e con la vostra solita andatura, sinuosa ed elegante, ciabattando andate in cucina. Aprite il frigo, stappate una birra, bevete un lungo sorso, fate un bel rutto.
Uscite, gli amici vi aspettano per una partita.
Giocherete in trasferta nel nuovo bowling appena aperto dai cinesi e, se in fondo alla pista non ci saranno tutti i dieci birilli, stavolta, lo giurate su Babbo Natale, quei fottuti mangiariso non la passeranno liscia.
martedì 24 dicembre 2013
venerdì 20 dicembre 2013
VAFFANCULO.
Siete lì, seduti sulla tazza del cesso con gli occhiali da sole e la vestaglia migliore. Qualcuno ha offeso, pisciandoci sopra, il vostro amato tappeto, il pezzo d'arredamento che da un senso, un tocco di classe al vostro appartamento. Da sempre. Qualcuno ha violentato il vostro tappeto e, di conseguenza, voi. Siete lì, non per cagare o pisciare ma per pensare. Quello è il luogo dove riuscite veramente a lasciarvi andare in libertà, a compiere analisi lucide e voli di fantasia. Questa volta rimuginate sull'incredibile inciviltà di chi non ha rispetto per la cosa altrui, per la vita degli altri, per la libertà di tutti. Se non fosse per l'immagine che date di voi, così pacata, per l'atteggiamento, la posa mistica, si direbbe, quasi, che siete leggermente incazzati. No, non è così. Voi siete calmi, tranquilli, sicuri. Il fatto che abbiate finito la carta igienica non fa che aumentare la vostra capacità d'analisi, di pensiero. Vi domandate come mai, perché il mondo lasci così tanto spazio a degli imbecilli che non sanno fare di meglio che insozzare i tappeti altrui. Vi chiedete, osservandovi nello specchio rotto, come mai a certa gente non venga rotto il culo con una palla da bowling. Vi fate un sacco di domande e alla fine concludete che si tratta solo di spazzatura, indifferenziata e puzzolente. Non vale la pena di perdercisi, correre dietro agli stronzi non farà mai di voi un novello Mennea. Lui correva forte, vero, ma sempre davanti.
Vi alzate e con la vostra classica, sinuosa andatura, vi trascinate, ciabattando, in cucina. Aprite il frigo e prendete una birra. La stappate, bevete un lungo sorso, fate un bel rutto.
Ora uscite, gli amici vi attendono per una partita. Non vi importa se la vincerete, quel che vi piace è giocare e vaffanculo a chi non sa giocare per giocare.
Vi alzate e con la vostra classica, sinuosa andatura, vi trascinate, ciabattando, in cucina. Aprite il frigo e prendete una birra. La stappate, bevete un lungo sorso, fate un bel rutto.
Ora uscite, gli amici vi attendono per una partita. Non vi importa se la vincerete, quel che vi piace è giocare e vaffanculo a chi non sa giocare per giocare.
venerdì 15 novembre 2013
IL NUOVO CRISTO.
Siete il nuovo Cristo, non camminate sulle acque, non moltiplicate pane e pesci, non date ultime cene, Giuda vi fa una pippa. L'unica cosa che sapete fare, forse anche meglio del vostro esagerato illusionista omonimo, è trasformare l'acqua in vino. Non vi limitate ad un semplice atto miracoloso per aiutare una coppia di poveri sposi a corto di sesterzi, ma ripetete lo show ovunque ne abbiate la possibilità. Lo fate in bagno tirando lo sciacquone, nella doccia, quando piove, mentre nuotate in mare aperto, quando praticate, lungo le sponde di quel torrente ove discendono lucci argentati, pesca di frodo utilizzando dinamite. Diventerete famosi e non solo nelle peggiori bettole di Caracas. Sarete l'idolo indiscusso di tutti i beoni del mondo. Anche il vostro Santo Padre, in fondo, vi guarderà con occhio benevolo purché gli forniate una riserva infinita di Chateau Lafitte 1787, in ottimo stato di conservazione, perfettamente bevibile. Girerete ogni angolo della Terra portando il vostro verbo leggermente strascicato, predicando la pace con un bicchiere d'acqua in una mano ed un tralcio di vite nell'altra. Convincerete tutti anche i soliti astemi del cazzo. Osanna nell'alto dei cieli! L'intera umanità prostrata ai vostri piedi. Infine verrà il diluvio universale, la vostra grande occasione. Farete l'ultimo, fantastico miracolo e tutti affogheranno felici.
mercoledì 23 ottobre 2013
LO SPECCHIO.
Vi vedete in mille modi, grasso, magro, basso, alto, largo, stretto.
Camminate piano accompagnati da mille voi stessi deformi.
Infine trovate l'uscita ed uscite.
Fuori c'è un'ultimo specchio, uno specchio normale.
Vi specchiate un'ultima volta e non vi vedete più.
sabato 19 ottobre 2013
LE SPIACE SE SPENGO LA LUCE?
Siete un'architetto senzatetto laureato col massimo dei voti.
Vivete alla giornata mendicando qua e là.
A volte il mondo vi pare ostile, tutte le altre lo è per davvero.
Un giorno decidete di aprire un salone da parrucchiere.
Il primo cliente è un bambino vivace, accompagnato da mamma procace.
Sistemate il pargolo sulla sedia con la testa di cavallo e gli intimate di stare ben fermo se no potreste tagliargli un orecchio. Il bimbo si fa statua mentre voi impugnate le forbici e gli tagliate un orecchio. Poi andate avanti, cercando di completare il taglio, inseguendo il piccolo per tutto il quartiere. Alla fine riuscite a catturarlo e, nonostante egli non sia per niente contento, finite il lavoro.
Tornate a bottega felice, leggermente sporco di sangue.
La mamma procace è ancora lì. Piange. La consolate strizzandole le tette, poi le offrite uno Strega con ghiaccio. Chiudete la porta a doppia mandata, vi spogliate e tirate fuori dal cassetto il vostro progetto. Si tratta di un sogno, le dite. Lei, ora calma, vi guarda curiosa.
Illustrate il sogno. Poi un'altro Strega ghiacciato. Ora, anche lei, è nuda e, sdraiata per terra accanto a voi, vi fissa con occhi di fuoco. Non male pensate. Bello sguardo.
Vi alzate. Rimettete il sogno nel cassetto. Vi rivestite.
" E' tardi, devo chiudere, Signora.- le dite mentre da una tasca della giacca estraete un orecchio mozzato ancora sanguinante - Senta questo credo le appartenga, lo prenda. Sarei molto dispiaciuto se il piccolo rimanesse sordo. Su non faccia quella faccina disperata, la messa in piega la facciamo domani. Stia bene, Signora. Buonanotte. A domani... Dimenticavo, le spiace se spengo la luce?"
giovedì 17 ottobre 2013
sabato 17 agosto 2013
IL MARE NUDO.
Oggi ho indossato infradito e costume e sono andato al mare. Quando sono arrivato, senza una ciabatta, perduta per strada, e con il costume stracciato ad opera di alcuni bagnanti di Cuneo che tentavano di superarmi per giungere prima, ho visto quello che mai avrei immaginato. Una folla incazzata, irosa, urlante stazionava davanti ad una cabina incitando il bagnino a convincere il mare a venire fuori. Questo non ne voleva sapere e non sentiva ragioni. Stava chiuso la dentro da circa sei ore ritenendosi offeso causa le innumerevoli pisciatine subite nei giorni precedenti dai vacanzieri incontinenti. Poi non sopportava più l'odore delle creme solari spalmate a più non posso su ogni tipo di corpo e, come dargli torto, soprattutto quelle passate su pelli grasse ed unte già fin troppo da madre natura. Il bagnino, disperato, parlamentava instancabilmente da ore, il mare, chiuso nel suo roboante silenzio, rispondeva picche. Ad un certo punto un turista della Val Brembana decideva di praticare un piccolo foro nella parete di legno sul retro della cabina per favorire, se pur a piccole dosi, la fuoriuscita del mare.La proposta venne subito condivisa da tutti ed il valligiano munito di trapano a mano provvide a fare il buco. Quando ebbe finito vi pose per un attimo l'occhio e disse:" OOOHHH!!!..è bellissimo!! Correte a vedere!!" Tutti cominciarono a spingere per poter guardare dal buco, alcuni bagnanti di Sondrio finirono schiacciati nella calca che venne a crearsi, altri direttamente sotterrati nella rena. Chi riusciva, per un attimo, ad appoggiare un occhio sul foro restava estasiato e non riusciva più a staccarsi. Si sentivano urla di giubilo, alcuni diventavano pazzi per la gioia, altri preferivano suicidarsi tanto, ormai, dopo quella esperienza la vita non poteva offrire loro nient'altro.
" Ho visto il mare!! Il mare nudo!! Ho visto il mare, tutto nudo!!" Gridavano tutti.
Io, per un bel po', sono rimasto a guardare poi, dopo aver buttato l'altra ciabatta e steso con un pugno una turista tedesca che mi aveva appena pestato un piede, sono tornato indietro. Mentre ripercorrevo la strada verso casa, sgambettando folle trafelate di turisti che correvano verso la cabina, pensavo al mare nudo.
Certo, senza nulla addosso, è proprio bello.
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