giovedì 10 marzo 2011

Le avventure di SuperBadante.

 Il mare sta lì, al solito posto, mobile o immobile a discrezione dei venti o delle paturnie delle correnti. Cammino lungo la strada che sovrasta il litorale.La spiaggia sottostante pare infinita. La sabbia, quasi bianca, pulita. A quest’ora del mattino non c’è nessuno .
O meglio, qualcuno c’è. Laggiù, verso il fondo dell’arenile, quasi in un angolo, un vecchietto.
Sdraiato sul suo lindo telo da spiaggia pare quasi che dorma. No, non dorme. Si sta alzando. Con passo insicuro s' incammina verso la battigia. Avanza ondeggiando con i piedi ossuti affondati nella rena. A fatica raggiunge l’acqua, immerge le provate estremità nella schiuma dell’onda e ritto, per modo di dire, si ferma a scrutare davanti a se, come indeciso sul da farsi.
Certamente vorrebbe tuffarsi ma data l’età non può certo farlo. Agogna un bel bagno ma ha paura ad immergersi. Forse a causa delle numerose pietre coperte dai ricci di mare che stanno sul fondo e che l’acqua, oggi particolarmente cristallina, lascia intravedere. Mi avvicino, il vecchietto è a circa cinquanta metri da me. Decido di intervenire. Questa è la classica situazione nella quale i miei superpoteri di SuperBadante possono risultare utili. In un attimo mi trasformo nel supereroe più amato dagli ottuagenari con difficoltà di movimento. Nel mio scintillante costume, bianco con sul petto le lettere SB ricamate in oro su sfondo argento, completato da un paio di guanti da lavapiatti in puro lattice rosso e da bellissimi calzari da camera in pile blu, mi precipito verso l’anziano. Lo raggiungo in un batter di ciabatte, sollevando nugoli di sabbia ad ogni balzo. Ora sono alle sue spalle. Lui nemmeno si accorge della mia presenza. Continua ansiosamente, a mio parere, ad osservare il mare. Lo sollevo prendendolo in braccio. Facile come bere un bicchier d’acqua. E' leggerissimo, peserà si e no quaranta chili, ossa e tutto. Lui stupito si volta, mi guarda, urla, dimenandosi felice perché ha certamente capito chi sono e cosa sto facendo. “ Who are you stupid man ? “ What are you doing ?”.
Parla un idioma a me sconosciuto, sicuramente mi sta ringraziando. Sorridendo avanzo con il corpicino tra le braccia fendendo con lunghe falcate l’onda. In un attimo siamo già in un punto abbastanza sicuro, l’acqua sarà ad un metro e mezzo dal fondo ed il vecchietto non credo arrivi a quest’altezza. “Ecco qui può bagnarsi e nuotare in tutta sicurezza, non ci sono più sassi, ne' ricci che possano crearle problemi. Buon bagno!” Lo mollo e lui affonda facendo mille bollicine. Che pazzerello, è proprio vero che diventando vecchi si torna un poco bambini. Eccolo che riemerge agitandosi in modo frenetico per la contentezza di avere incontrato il suo eroe. La testa è a pelo d’acqua, un braccio sollevato si agita a mo' di saluto.:” Fuck you! Help me ! I don’t swimm!!! Glu glu glu… Son of bitch…glu glu glu…. Fuc..glu..kkk..glu glu glu. “ e scompare nell’acqua. 
Mi volto, felice di avere compiuto il mio dovere. Lo lascio alla sua gioia, al piacere delle immersioni, alla sua bella nuotata. Faccio una piroetta su me stesso e voilà il costume sparisce sostituito da abiti civili che restituiscono al mio corpo aitante l’anonimato necessario per sedermi ad un tavolino del bar della spiaggia ed ordinare un buon caffè. Non  si vive di sole buone azioni, serve anche lo zucchero in bustina.
                                                                                                               ……continua………

2 commenti:

  1. Con quei ricci nella chiara acqua di mare l'ambientazione potrebbe anche essere datata. O si tratta di un bel noir di un prossimo futuro, con natura riconciliata ed umanità sempre più americanizzata?

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  2. Chissà. Sia quel che sia.
    Ciao Adriano.

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